giovedì, 30 novembre 2006
"Un bel dilemma.... essere o un essere... come scriveva Shakespeare. Essere la donna della vita di un uomo. La vedo dura se mi metto a ragionare su quanti uomini desidererebbero avere come donna della propria vita me... storta e contorta... non tanto nel fisico quanto nel modo di essere. Banale no, sicuramente. A volte prevedibile, ma non troppo, dipende. Provinciale un pò fuori dalle righe, figlia ancora un pò troppo figlia. Indecisa, troppo?...dipende dalle situazioni. Irascibile, se mi innervosisco; presuntosa quanto basta; permalosa, al punto giusto, quando scotta. Passionale, abbastanza, in tutto o quasi tutto, dipende dal trasporto verso le cose e le persone in questione. Grintosa, quando gira dritto. Piagniucolona quando la voglio vinta. Allegra e scherzosa se c'è il sole. Grigia e piatta se c'è la nebbia, ma non sempre. Mi piace pensare che qualcosa di buono ci sia sempre in tutto, anche nel nagativo più nero. Difficilmente conto fino a dieci prima di parlare o agire. Bacio, abbraccio e bacio quando ne ho voglia. Storgo il naso quando non è aria. Mi ammutolisco se qualcosa non va e sorrido quando si fa la pace. Affronto le scocciature di petto e rompo le scatole se le cose non mi tornano. Vado nel panico quando non capisco le  dinamiche degli altri e penso troppo...troppo e sempre troppo. Amica, compagna, complice se lo sento dentro. Posso dare l'anima o essere la peggior nemica. La mia arma è l'indifferenza, difficilmente chiudo per prima i ponti, ma se arrivo a farlo chiudo per sempre. Odio pulire casa e stirare le camicie. Però mi piace lavare i piatti e tenere in "ordine" il bagno. Adoro i miei angoli caos, un pò meno quelli degli altri, ma li rispetto. Ho qualche problema con i limiti, un pò in tutti i campi... difficilmente arrivo da sola a capire che è ora di fermarmi. Sono gelosa di tutto ciò che mi "appartiene" (che parolona!), persone e cose. A volte parlo troppo.... Un pò mi mancano i miei silenzi di un tempo, ma solo a volte però. Posso sembrare la donna più innamorata di questo mondo, ma se mi sveglio dal sogno, la realtà è un "pochino" diversa.... Bah.... Più ci penso e più la vedo dura...... Di una cosa però sono certa, quell'uomo si divertirebbe sicuramente tanto nel cercare di capirmi..... Ovviamente, in tutto questo, si fa per parlare."
Il tempo passa tra gli scritti ma la sostanza rimane e anche i punti interrogativi.
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lunedì, 27 novembre 2006

Libera fantasia d'interpretazione della frase.........

Bah!

postato da: anomisluna alle ore 13:23 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 26 novembre 2006

Capita che nel mio sognare io mi ritrovi in luoghi lontani.

Nella fantasia di chi mi guarda da sotto la gradinata.

Negli occhi di chi mi immagina senza vedermi.

Nel cuore di chi mi ha vissuto senza amarmi.

postato da: anomisluna alle ore 18:54 | Permalink | commenti
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sabato, 25 novembre 2006

Ieri mi sono persa nella lettura di alcune pagine di un libro che sto portando avanti molto lentamente "I tempi del cuore" di Willy Pasini. Lentamente perchè mi sta illuminando su alcune mie caratteriste e reazioni che ho scoperto appartenermi in questo ultimo anno della mia vita e che, inizialmente, non riuscivo a perdonarmi e ad accettare come mie. Sembra quasi un libro scritto appositamente per farmi capire me stessa e i miei tempi, a volte giusti e a volte sbagliati. Mi sono persa nella discrizione del lungo cammino verso l'intimità con una frase sulla quale ho fermato per un lungo attimo il tempo: "l'amore, ma in genere tutti i sentimenti positivi, per crescere e fiorire hanno bisogno di lentezza.". Io ho imparato ad apprezzarla, la lentezza, anche se "l'amore passionale è rapido e brucia il cuore e le giornate". Come il desiderio, che viene coltivato con l'attesa, e più lunga è l'attesa più forte il desiderio.

Sto ancora riflettendo su quelle parole che tanto mi affascinano e altrettanto mi spaventano. Fa paura approfondire le parti di noi stessi che non capiamo perchè c'è il rischio di scoprirci in parte diversi da quello che abbiamo sempre pensato di essere.

Non mi vergogno di dire che amo ancora un uomo che chiaramente ha ammesso che io non sono ne la donna della sua vita ne la madre dei suoi figli se ne avrà; ci vuole tempo affinchè passi.

"Vivere un nuovo amore non come un rischio ma come una risorsa. E per farlo c'è bisogno di lentezza: perchè non si può accelerare la cicatrizzazione di una ferita, così anche nei sentimenti è necessario saper accettare il tempo del distacco e del lutto".

E' un libro che consiglio a chi come me sta cercando di capire se sa amare oppure no.

postato da: anomisluna alle ore 09:07 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 24 novembre 2006

"Ma allora, cosa vuoi o cosa non vuoi, il mio corpo o la mia anima?

Deciditi!

Ho passato giorni a dichiarare il mio amore e a cercare di capire se esistesse il tuo, da qualche parte, incastrato nel tuo cuore e nella tua anima, un po’ forzatamente e a tua insaputa. Sono andata fuori di testa ed ho scoperto una me che non credevo potesse esistere. Ho fatto e disfatto. Ho perso stima di me e l’ho riacquistata.

E tu non c’eri mai. Svanito nei tuoi NO e nei tuoi mille BASTA, diretti e indiretti.

Mi hanno tagliato la pancia e tolto qualcosa che li ci stava decisamente male.

E tu non c’eri.

Con il passo ancora incerto e i punti che tiravano ho fatto settecento chilometri per vedere il tuo volto e leggere il tuo sguardo.

C’eri, bello come ti ricordavo nella tua normale diversità, fisicamente per dieci minuti, solamente. Poi sei svanito, nuovamente.

Sono scomparsa e tu sei riapparso. Sono ricomparsa e tu sei scomparso. Giochi di parole e giochi di vita.

E’ stato il mio compleanno ed ho fatto io un regalo a te per il tuo ennesimo ADDIO.

Hai creduto di essere innamorato di un’altra e me lo hai comunicato, senza motivo. Io ho pianto. Io ho capito. Io sono cambiata, un po’. Diciamo cresciuta. Anche  se non si cambia mai fino un fondo e si continua sempre un po’ a sbagliare, perché siamo uomini e gli uomini sbagliano.

Forse quella pietra a cui ti ho legato prima di buttarti in fondo al lago non era abbastanza pesante visto che sei ricomparso nel mio rallegrare le giornate alle persone a cui voglio bene. Ironicamente, ovvio. O palesemente interessato ed eccitato, forse.

Non ho mai dubitato della nostra attrazione fisica, mai.

Mi sono resa disponibile al gioco e tu sei scomparso, nuovamente.

 

Siamo ai due poli opposti. Tu sai cosa fanno gli opposti? Si attraggono, inevitabilmente."

Sto ancora valutando se scrivere questo è stupidità o speranza. Chissà se l'angelo è migliore del diavolo agli occhi di chi ama leggere.

Mi ha colpito la frase di un post in cui lo scrivente, presumibilmente donna, ha precisato di scrivere al maschile in quanto un uomo che piange è sempre un pò poetico, mentre una donna che piange è sempre patetica.

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giovedì, 23 novembre 2006

Vuoi giocare? Va bene, giochiamo.

Non a caso alcuni giorni fa ho scritto che un uomo si conquista ballando e non piangendo. E sono forte di questo.

Avevo rimesso gli artigli da molto tempo, perché ero stanca di questa mia sfaccettatura, mi piaccio romantica. A quanto pare però alcuni uomini preferiscono altro, del tipo: essere presi per gioco.

Il mio bello, o brutto, è riuscire ad essere tutto e il contrario di tutto (quando voglio) e dare di me ciò che le persone si meritano.

Non ho mai pensato che qualcuno effettivamente meritasse il peggio, magari è venuto da se, per forza di cosa, però, se mi viene espressamente richiesto perché tirarmi indietro?

Ho messo il mio cuore in un vassoio d’argento, credo per la prima e forse unica volta della mia vita, e mi è stato rimandato indietro con un NO grazie. Posso mettere il mio corpo adesso sul vassoio, ovviamente non d’argento stavolta, ma non ne garantisco il risultato. Mi piace giocare, provocare, sedurre, ma non controllare le mie reazioni.

La pantera l’avevo scansata ma a quanto pare più di tanto rinchiusa non ce la fa a stare, adesso vuole uscire all’aperto. E così sia.

So ballare, abbastanza bene. Anche il ruolo di Circe mi riesce non male ma devi essere fuori dal mio cuore e dalla mia anima per vedere cosa ti aspetta veramente. Non so essere cattiva, o meglio, non voglio essere cattiva, ma a volte mi riesce veramente bene.

Gli uomini che vogliono essere sedotti devono avere una dura corazza, perché quando la dolcezza della gatta svanisce inevitabilmente vengono assaliti dalla pantera e, lo assicuro, non è decisamente piacevole.

Comunque, una dignitosa fine, direi, per chi se l’è cercata.

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mercoledì, 22 novembre 2006

Succo d'albicocca e ginger accompagnato da un mega vassoio di patatine fritte.

Il sorriso dei colleghi e le lancette che si fermano, un attimo.

C'è una curiosità nella mia testa che può avere risoluzioni diverse e opposte, allora non chiedo e me la tengo per me. Perchè complicarmi la vita più di quanto lo è già?

Mi divago nel ridere assieme a loro fiera di aver reso piacevole anche questa mattinata giunta al termine, di aver rallegrato queste ore anche a qualcun'altro, forse più importante, nonostante la sua corazza di impassibilità esteriore che prima o poi, chissà, riuscirò ad intaccare.

L'ho desiderato, l'ho sognato, ho fatto l'amore con lui nella mia solitudine notturna di ieri sera.

E lui non lo sa..............

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martedì, 21 novembre 2006

Un cioccolatino a colazione.

Per iniziare dolcemente un giorno sempre diverso da quello precedente.

Liquoroso, fondente, pralinato, glassato.

Un modo nuovo di vivere e di vivermi; mi piace.

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lunedì, 20 novembre 2006

Coinvolgimento

“…………….

Lo senti piccola, lo senti come affonda? Concentrati solo sul punto in cui entra, se fai silenzio puoi sentirne anche il suono.
Dolcemente, così, respira piano.
Per adesso è solo la punta, stai buona. Io ti accarezzo la fronte, stai sudando.
Ora ti bacio il collo, hai un buon profumo.
Sai di pesca e di pulito.
Aiutami, piega la testa in avanti, così affondo ancora un po’ e ti soffio nell’orecchio tutto il mio amore. E vado giù, vado giù, fino in fondo, fino a vedere la lama che scompare nel tuo corpo.
Ecco, è tutta dentro. Sei bellissima.
Grida ora, sento il cuore che ti batte forte, hai il respiro corto. Grida, liberati, tanto qui gridano tutti, nessuno ci farà caso.

 

Si può amare sotto forme diverse: si può amare il piacere ma si può amare anche il dolore e la sofferenza altrui.

Nella stranezza delle sensazioni scaturitemi dalla lettura di questo testo ho provato una forma di eccitazione nella consapevolezza della sua effettiva essenza. Ed ho provato ad immagine ciò che in quel momento quell’uomo stava provando, il suo sguardo. Ho immaginato l’esatta scena e le fisionomie. Il viso di lei, spaventata, e il viso di lui passionale, mentre l’afferra da dietro e la avvicina a se, odorandole il collo mentre le accarezza la fronte con la mano del braccio che la tiene ferma all’altezza delle spalle. Gli occhi sgranati di lei al momento del dolore che poi si socchiudono leggermente nel momento in cui il respiro si accorcia e il corpo cede lentamente.

Una forma accentuata di quello che può essere l’amore. Omicidio. Uccido perché so amare così o perché non so amare.

Coinvolgente.

Ho sentito quella lama entrare nel mio corpo, un dolore che conosco, che mi accelera il battito del cuore e spezza il respiro. Ho sentito il respiro sul collo e la carezza sulla mia fronte sudata, come tante altre volte. Ho urlato, per liberarmi, e nessuno ci ha fatto caso.

Ho sentito il suo amore nella lama che entrava e l’ho amato a mia volta, nonostante quell’attimo rappresentasse la mia fine.

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lunedì, 20 novembre 2006

“Si può amare intensamente e profondamente anche senza fare sesso con la persona che si ama.”

Una frase che ha colpito la mia attenzione, ieri, guardando un programma televisivo.

Spesso una forte passionalità e un’ottima intesa sessuale vengono confuse con l’amore non riuscendo a trovare termini adeguati per definire ciò che si sta provando in quel momento.

Quando invece i sensi e le emozioni ti si contorcono dentro al solo pensare senza sfiorare neanche con un dito il soggetto che li ha scaturiti, quando è l’anima che si concede completamente senza remore e pretese, quando ogni desiderio verso altro e altri è sopito ed è vivo solo quello di accarezzare quel volto e sentire l’energia che si sprigiona dentro al petto intorpidendo tutto il resto del corpo e quando il semplice stare entrambi nello stesso luogo senza far niente e sentire che tutto il mondo è concentrato in quello spazio di tempo e nulla manca, allora si è di fronte a qualcosa di veramente grande che ha la forza di farci sentire veramente vivi.

Più volte mi sono chiesta se riuscirei ad amare una persona con la quale non sia possibile avere una vita sessuale, ho sentito il mio corpo irrigidirsi a quel pensiero e mi sono sentita veramente piccola.

Ma in fondo, pensandoci bene, cosa ho fatto in quest’ultimo anno della mia vita? Ho amato una persona pur non avendo nulla in cambio, nulla. Mi sono concessa nella mia completezza emozionale e sentimentale a lui e al suo pensiero senza cercare ne desiderare altri.

Il mio grande desiderio non era fare sesso con lui, ma accarezzare il suo viso e abbracciarlo forte per sentire il suo calore e sentire il suo profumo.

 

Ieri sera sono andata a letto tardi, pensando ad una frase che ho letto in un commento ai miei post: “Affinché cosa nasconda cosa bisogna andare a letto tardi”.

Io ci sto provando, vediamo cosa succede.

postato da: anomisluna alle ore 09:01 | Permalink | commenti (1)
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