martedì, 03 novembre 2009

Giro con gli occhi bendati. In questa stanza. E mi fermo sempre davanti a questo specchio. Lo sfioro. E sento che emana calore.
Mi sta guardando. Come un tempo. E mi osserva. E mi giudica. Un po’.

Sento il mio cuore che batte più forte. Sento che sto pensando a lui. Sento che non dovrei. Sento che dovrei alleggerire questo peso che dentro aumenta ogni volta.
Non so se questa notte lo aspetterò. Ma si. Lo aspetterò anche questa notte. Anche non volendolo fare.
Conterò i minuti mentre dormo. Mentre sogno.
Ma forse stanotte avrò la forza di stare a distanza.
Forse…..

Se solo potessi innamorarmi di Lui. Se solo potessi lasciarmi andare a tutto questo mio movimento interiore. Se solo potessi farlo entrare dentro me.
Sicuramente il mio cielo sarebbe sempre azzurro. Sicuramente la mia anima saltellerebbe ad ogni mio risveglio. Sicuramente mi perderei ogni volta nei suoi occhi. Come mi ci perderò questa notte se arriverà.

Continuerò a tenere gli occhi bendati. E annuserò il suo profumo. Oltre tutti i filtri. E volerò così alto che sarà difficile vedermi guardando verso il cielo.
Sto soffocando dentro me delle emozioni. E’ per questo che scrivo.
Se solo potessi donargliele tutte. Se solo potessi donargli me stessa.
Ma spesso, troppo spesso, gli altri non vogliono questa responsabilità. La responsabilità di stare nel cuore delle persone.

Ho riguardato un ricordo. Un viaggio. Due viaggi. Una torta con 33 candeline. Un salto sotto ad un magnifico ponte. I pattini. Il nord. Ed un dito medio alzato.
Un ricordo che un tempo chiamavo Amore.
Vedi caro nuovo passante, nel momento esatto in cui mi sono detta che lo avrei lasciato andare perché lo amavo veramente mentivo a me stessa. Lo stavo lasciando andare perché non credevo più in quel Amore.

Gli amori vengono e vanno. Anche quelli “veri”.
Forse quelli unici sono quelli che riusciamo a fermare e a non far più andare via.
Forse……

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sabato, 24 ottobre 2009
Ammazza quanto fanno male gli sbagli che dovrebbero servire da lezione.
Ammazza quanto fanno male le attese di qualcuno che non arriverà. Nemmeno questa notte.
Mentre le mie dita martellano su questo foglio. Mentre la mia testa spera. E la mia anima sospira.

“…prima devi capire cosa ti perdi…”

E l’ho capito. Eccome se l’ho capito.
Non sarei qua ad aspettare.
Con un vuoto dentro che rimbomba. E la voglia di sorridere solo per dirmi quanto io sia scema.
Quanto io detesti le mie paure. Quanto io cominci a non sopportarmi più. Quanto io sia stanca delle mie reazioni quando qualcuno mi piace veramente. Come se ne diventassi dipendente, come se diventasse lui la mia droga.
Si chiama forse voglia di Amare?
O chissà cosa.

L’ennesimo mulino a vento che mi appare davanti. Creato da me per fuggire altro.
Si, ma cosa?

Ho la testa che mi scoppia. Devo fermarla. O rovinerò tutto.
Ancora una volta.
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domenica, 04 ottobre 2009
A volte le illusioni ci portano in viaggi che fanno sentire bene, anche solo per quel momento. La mente poi riporta con in piedi per terra e l’illusione diventa presente e il presente è molto diverso. Parla. Dice il contrario dell’illusione. E il Cuore smette per un millesimo di secondo, che sembra infinito, di battere.

Perché forse tu per me sei importante…”

Si, ma in quale presente? Quello del giorno di ventiquattro ore o solo quello di sei ore nella notte?
Un presente che comincia ad essere pesante. Perché sempre obbligatoriamente fine a se stesso.

Sono in piena rincorsa. E non dovrei esserlo. Basta fare la donna facile da prendere. Anche se la situazione mi piace. O forse anche se la situazione ormai mi ha intrappolata.

Devo fuggire io. Adesso.
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martedì, 29 settembre 2009

Me l’ero ripromesso. Di non volermi più sentire così. Di dover essere come mi vorrebbero. Ed invece sembra essere il cartellino d’entrata in ogni storia. Non dire non fare.

Eccheppalle!

 

Mi da la nausea questo senso di inadeguatezza che alcune persone riescono a farmi provare. Forse perché ancora ho cose di cui perdonarmi. O forse semplicemente perché in me c’è sempre quella parte insicura e debole che devo proteggere e che fa capolino immancabilmente ogni volta che mi trovo in una situazione che mi piace. Come se volessi privarmi del viverla con la testa libera. Come se dovessi ancora farmi pagare qualcosa.

 

E in queste circostanze mi do un sacco di risposte a domande che forse non dovrei nemmeno pormi.

E le parole delle persone che dicono la loro sul mio modo di fare o essere mi rimbombano nelle orecchie. Ed è buio e vuoto adesso. Una voragine dentro me che sta mettendo a tacere cuore, mente ed anima.

 

Ed è quando mi sento così che sento che devo fuggire prima che tutto diventi irrimediabilmente irrimediabile e pesante.

 

E le belle persone così passano, sempre. Ed io le guardo allontanarsi con le solite lacrime agli occhi e le mani lungo i fianchi.

Disarmata.

Disarmata da me.
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lunedì, 21 settembre 2009

Quando il mio cuore saltella non è mai buon segno. Come se fosse un campanello d’allarme, ogni volta. E puntualmente è così. Come se le cercassi le situazioni incasinate. Per farlo battere forte.

Ma tengo spento il cervello. Questa volta.

 

Ho imparato a farlo. Con un lieve senso di tristezza. Quella che non mi abbandona forse mai. Che resta dentro ed esce piano piano quando la lieve sensazione di disorientamento si fa sentire.

Ho imparato la lezione. Tempo fa. La lezione per non disorientarmi davanti a nulla.

Quella che mi ha insegnato a vedere e ad assorbire. Lentamente. Mettendo in stand by la testa. E reagendo di conseguenza come se tutto mi scivolasse da dosso.

 

Mi piace questo mio momento. Mi piace questo non pensare. Il non approfondire con la mente.

Mi piace il vivere e godere di quello che viene. Fine a se stesso. Disinibitamente.

 

Ed anche questo velo di tristezza se ne sta andando insieme a queste parole. E lascia spazio al mio sorriso. Che non si è fermato per tutta la notte. E al mio risveglio. E durante il viaggio.

 

La mia vita non cambierà. Non adesso. Ma le emozioni hanno ripreso a ballare. E questa è l’unica cosa veramente importante.
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sabato, 12 settembre 2009
C’è una porta davanti a me. Che non so se si aprirà o se resterà ancora una volta chiusa.
Sento il mio cuore che vorrebbe iniziare a correre. Ma io lo tengo fermo con la mente.
Non è questo il momento. Non ancora..
Le porte chiuse in faccia fanno male.

Ho bisogno di qualcosa di nuovo, di fuoco. Ho bisogno di sentire caldo, di sentirmi bruciare. Con quest’aria che sta rinfrescando, fuori. Ho bisogno di una piccola illusione, almeno per un po’.

Non voglio distrazioni, questi giorni. Voglio la testa completamente libera, da tutto e da tutti. Voglio vivere questo momento in “isolamento”, io e la mia Anima.
Senza aspettative. Come un sasso che rotola.

Un conto alla rovescia. Poi una strada. Non so quale. Non so dove mi porterà. Forse dove dorme un’illusione. Forse dove l’illusione devo inventarmela.
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mercoledì, 09 settembre 2009
La mia anima saltella. E allora qualcuno dovrebbe spiegarmi perché queste lacrime e perché questo senso di scivolamento dalle mie dita.
Persone che sfioro. Persone che fuggono.

E con questa notte in bianco. E queste occhiaie. E la sveglia che tra mezz’ora suona. Ed io ferma. Su questo letto. A ripetermi “perché?” mentre mangio questo cornetto alla crema. E mentre mi specchio e sorrido. Stranamente ma sorrido.

Dormirò domani. E tutto sarà alle spalle. Sarà ieri. E magari domani sarà un presente con qualcosa di cui sorridere dal profondo. Con la testa libera e l’anima leggera.

Magari sarà.
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martedì, 01 settembre 2009
E’ come un bagliore all’orizzonte. Ed io tendo la mia mano. Ma lui si allontana. Sempre più.
Questa sensazione che sento crescere ogni volta, dentro. Questo senso di attimo fuggente che non riesco mai ad afferrare. E più il mio cuore batte, più le parole diminuiscono ed iniziano i silenzi. E certe fughe.

E la mie lacrime scendono mentre sorrido e scrivo. Con questo movimento dentro di disillusione totale. E mi sento così dannatamente sbagliata. Un’altra volta.
E questa voglia che alla fine bussa forzatamente alla mia anima. Questa voglia di innamorarmi di qualcuno che abbia voglia di innamorarsi di me mi invade come un ciclone e mi mette a terra. Come ogni volta che mi pongo la domanda e ne afferro la risposta.

Ed io continuo a chiamarla “faticata”. questa voglia di sentire anche il cuore che saltella e la testa che fa la pazza e la mia anima che mi fa sorridere ventiquattro ore su ventiquattro.
Ma non credo più che le cose funzionino così. Forse sono veramente un orologio rotto che funziona male e che due volte al giorno segna l’ora esatta.

Vorrei resettarmi. Una volta per tutte. E cambiare verso a questo mondo che mi gira intorno ma che non mi permette di girare intorno ad esso come vorrei.

Devo spegnere la luce. Anche su queste piccole e inutili felicità
.
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giovedì, 27 agosto 2009

E ogni tanto sorrido. Da stamattina. Dal diverso risveglio che ho avuto. E sorrido ancora. Adesso.

 

mai nessuno prima

Non ne ho ricordo. Stranamente.

 

Ed è una cosa mia. Che voglio vivere nel silenzio. Senza condividerla. Senza aspettative.

Prendendo tutto quello che mi da.

Movimento. Risate. Cervello fermo. Mondo fuori.

 

Leggermente sento che dovrei lasciarmi andare. Fregandomene della paura. Fregandomene dei pensieri. Fregandomene.

Leggermente sento la quiete. La non fretta. Il desiderio lento. La voglia di osservare piano prendendomi tutto il tempo che voglio.

 

Tempo d’azzurro. Tempo di leggerezza.

Tempo.

 

Si sta muovendo qualcosa dentro. Nuovamente.

 

IO.

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giovedì, 20 agosto 2009

Capita che ci si lasci andare alle emozioni. Lasciandoci travolgere da ciò che ci sfiora. Occhi chiusi. Testa spenta. Solo istinto. E scia. Una lunga scia bianca di sensazioni. Vissute una dietro l’altra. Senza badare al tempo. Senza pensare alle conseguenze. Solo stare bene. Punto.

Capita.

E il sorriso ritorna guardando chi le sta vivendo. Vedendo quella scia. E sentendone il profumo.

Profumo di buono. Profumo di bene. Profumo di vita.

E sorrido.

 

“anche un orologio rotto 2 volte al giorno dice l'ora esatta”

 

E mi basta così poco per rimettermi in funzione. E respirare.

Mettendo dentro tutta l’aria che a volte non voglio far entrare. Come se stare in apnea mi aiutasse a non pensare.

 

Capita che ci si lasci andare alle emozioni.

Capita.

E sorrido guardando chi lo fa.

postato da: anomisluna alle ore 10:26 | Permalink | commenti (2)
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